Il lavoro fotografico di Massimo Foletti si muove tra interni ed esterni, cercando un punto di contatto preciso: il dialogo continuo tra spazio costruito e paesaggio.
Non sono due territori separati, ma un’unica esperienza visiva in cui i confini si riscrivono.
La vitalità nasce dalla forma: contrasti, diagonali, luci e ombre costruiscono volumi e prospettive con un dinamismo essenziale.
Ogni immagine mette in tensione misura e vertigine, ordine e slancio, struttura e respiro.
In questa relazione lo spazio si accende, diventa presenza.
Nel 1983 frequenta un corso di fotografia a Parigi. Inizia quindi a lavorare come assistente fotografo per quattro anni tra Parigi e Milano, tra moda e architettura, costruendo una solida esperienza sul set e affinando un’attenzione rigorosa alla luce e alla composizione.
Nel 1989 amplia il suo percorso iniziando a collaborare con produzioni cinematografiche, lavorando come focus puller, operatore di ripresa e direttore della fotografia.
Il rigore tecnico e la sensibilità estetica maturati in questi anni trovano il loro naturale coronamento in prestigiosi riconoscimenti internazionali; tra questi spicca il Premio Giuseppe Rotunno al BIF&ST 2013, che lo ha consacrato come miglior direttore della fotografia, seguito nel 2018 dal Cinematography Jury Special Prize al Golden Eye Festival di Tbilisi, Georgia. Traguardi che confermano l’autorevolezza del suo sguardo e la sua capacità di distinguersi nel panorama del cinema d’autore internazionale.
Massimo Foletti’s photographic work moves between interiors and exteriors, seeking a continuous dialogue between built space and landscape.
They are not two separate territories, but a single, vibrant experience.
The city is constructed through volumes and perspectives: contrasts, diagonals, light and shadow shape an image that is essential.
Each image creates tension between measure and vertigo, order and momentum, structure and breath. In this relationship, space lights up and becomes presence.
In 1983 he attended a photography course in Paris. He then worked for four years as a photographer’s assistant between Paris and Milan, across fashion and architecture, building solid on-set experience and refining a rigorous attention to light and composition.
In 1989 he broadened his path by collaborating with film productions, working as a focus puller, camera operator, and director of photography.
The technical rigor and aesthetic sensitivity honed over the years have found their natural culmination in prestigious international accolades. Among these, the Giuseppe Rotunno Award at BIF&ST 2013 stands out, consecrating him as Best Cinematographer, followed in 2018 by the Cinematography Jury Special Prize at the Golden Eye Festival in Tbilisi, Georgia. These milestones affirm the authority of his gaze and his ability to distinguish himself within the landscape of international auteur cinema.